Situata tra i suggestivi vigneti di Alenquer, a circa quaranta minuti da Lisbona, sorge una residenza unica, frutto della visione dello studio parmense Atelier Matteo Arnone. Questa dimora, parte del più ampio complesso do Álamo, rappresenta una riconversione di un'antica cantina vinicola in rovina, un tempo adibita alla conservazione delle botti. Il progetto ha mirato a creare un equilibrio tra il rispetto della storia del luogo e l'introduzione di un'estetica abitativa contemporanea, mantenendo intatto il rapporto privilegiato con il paesaggio circostante. La facciata principale si affaccia maestosamente sui vigneti, mentre il lato opposto è protetto da un terreno in pendenza e dalla densa vegetazione, garantendo privacy e un inserimento armonioso nell'ambiente naturale.
La committenza, due DJ, ha espresso il desiderio di una casa che integrasse non solo gli spazi abitativi essenziali – un soggiorno con cucina e una camera da letto – ma anche due studi di registrazione distinti e speculari. Questa specifica richiesta ha guidato la ricerca di una simmetria intrinseca nel design, che ha sfruttato lo spessore delle mura originarie per inglobare elementi funzionali come scale, armadi, bagni e mobili a incasso, liberando così gli ambienti principali. Per ottimizzare la metratura, altrimenti eccessiva, e assicurare sia l'illuminazione naturale che la privacy, sono stati inseriti due patii verdi semicircolari alle estremità dell'edificio rettangolare, in prossimità della zona giorno e della zona notte. Un terzo patio centrale a cielo aperto funge da elemento separatore e permette l'ubicazione dei due studi di registrazione al piano superiore.
Un cilindro architettonico, ospitante gli studi, si estende verticalmente attraverso gli spazi sottostanti, culminando in una spettacolare intersezione con il tetto a doppia falda. Nonostante l'imponente presenza scultorea, l'interno della residenza è caratterizzato da un minimalismo raffinato, con pareti rifinite in calce chiara, pavimenti in microcemento e arredi essenziali in rovere, che creano un'atmosfera serena e accogliente. Il flusso circolare del design culmina nella piscina, un nastro liquido che si estende lungo la facciata principale, fondendo architettura e paesaggio in un'unica, armonica espressione. Questo progetto non è solo un esempio di recupero edilizio, ma anche una celebrazione della fusione tra funzionalità, storia e modernità, incarnando un modo di vivere che rispetta il passato e abbraccia le esigenze del presente con visione e creatività.