Questo articolo esplora il Piano Urbano della Natura (Pun), uno strumento strategico emergente che ridefinisce la pianificazione urbana, ponendo la biodiversità al centro. Vengono analizzate le sue origini europee, la sua evoluzione da semplice "piano del verde" a sistema ecologico complesso, e le sfide che incontra nella sua applicazione pratica, come dimostrato dall'esperienza pilota di Siena. Si discute il dibattito tra l'approccio vincolante e quello volontario, evidenziando come la sua efficacia dipenda dalla volontà politica di integrare gli obiettivi ambientali nella pianificazione urbanistica.
Questo articolo esplora una serie di micro-interventi architettonici realizzati in Sardegna negli ultimi dieci anni. Tali progetti, pur essendo di piccola scala e con risorse limitate, hanno dimostrato un notevole potenziale nel riqualificare e risignificare contesti urbani e paesaggistici critici, contrastando fenomeni come lo spopolamento e l'invecchiamento. L'approccio, sebbene diversificato, evidenzia un comune desiderio di riconnettersi con la memoria collettiva e di promuovere l'aggregazione sociale attraverso soluzioni innovative e reversibili.
Diverse mostre fotografiche in Italia pongono l'attenzione sull'acqua, elemento vitale e indicatore della crisi climatica. Dalla conservazione nelle Ande peruviane alla denuncia dell'inquinamento da plastica, fino alle disuguaglianze di genere legate all'accesso idrico, l'arte fotografica svela le molteplici sfaccettature di questa risorsa fondamentale, spingendo alla riflessione sulla sua protezione.
L'architetta Catherine Gay Menzel propone una visione dell'architettura che privilegia le connessioni umane e le atmosfere rispetto agli oggetti. Attraverso il progetto "La Casa Nova" a Monthey, dimostra come il recupero di elementi comuni possa generare ambienti familiari e accoglienti, stimolando la memoria e l'immaginazione. La sua filosofia, presentata alla biennale svizzera del territorio, sottolinea l'importanza di un approccio partecipativo e sensibile al contesto, dove il territorio │ inteso come bene comune da proteggere.
La Summer School Vicopelago 2.0 ha esplorato il riuso adattivo del patrimonio, evidenziando come gli edifici esistenti, specialmente quelli religiosi, debbano essere visti non solo come strutture da rifunzionalizzare, ma come sistemi di relazioni tra memoria, comunità, economia e paesaggio. L'evento ha posto l'accento sulla negoziazione continua tra l'eredità storica e le nuove esigenze, proponendo un modello di cura e trasformazione che coinvolge attivamente le persone e l'ambiente circostante. Il caso di Villa Angaran San Giuseppe illustra perfettamente questa filosofia.
La storia del Convento Meridiano a Cerreto Sannita illustra un ambizioso progetto di rigenerazione culturale e sociale. Un ex monastero abbandonato è stato trasformato in un laboratorio urbano vitale attraverso il coinvolgimento della comunità. Tuttavia, nonostante i successi iniziali e i riconoscimenti, il progetto ha incontrato ostacoli significativi, portando alla sospensione delle attività e sollevando interrogativi sulla fragilità delle iniziative dal basso in contesti locali.
Un'iniziativa unica a Bellinzona, parte della sesta edizione della Biennale Svizzera del Territorio, invita a esplorare il paesaggio urbano e naturale. Attraverso sette tappe guidate da Federico De Molfetta, architetti, urbanisti e cittadini riflettono sulla relazione tra luoghi e persone, e sulle necessarie trasformazioni per un futuro sostenibile. L'evento, intitolato "Il territorio come laboratorio di progetto", si concentra sull'ordinariet¢ degli spazi e sull'importanza di "prendersi cura" del territorio.
In vista della sesta biennale svizzera del territorio, l'architetta Ludovica Molo, già presidente della Federazione Architette e Architetti Svizzeri (BSA-FAS) e direttrice dell'Istituto internazionale di Architettura di Lugano, condivide le sue prospettive sull'autonomia del progetto e la responsabilità collettiva nella cura dei luoghi. L'articolo esplora la sua visione multidisciplinare che coniuga la specificità disciplinare dell'architettura con il coinvolgimento della comunità, sottolineando l'importanza di un approccio dinamico alla trasformazione del paesaggio.
Il Villaggio Olimpico di Milano, situato nello Scalo di Porta Romana, ha completato la sua trasformazione in studentato, suscitando dibattiti sulla sua estetica e sull'accessibilità economica. Questo progetto emblematico sfida la percezione della rigenerazione urbana milanese, cercando di integrare spazi privati e collettivi per studenti e cittadini, in un quartiere ancora in via di definizione.
La sesta edizione della biennale svizzera dedicata al territorio celebra i suoi dieci anni con un programma diffuso tra Mendrisio, Bellinzona e Lugano. L'evento, intitolato "Handle with Care", pone l'accento sull'architettura responsabile, sulla cura, la rigenerazione e il coinvolgimento delle comunit¢, promuovendo alternative alla demolizione e ricostruzione per un uso consapevole delle risorse e del paesaggio ticinese. Ludovica Molo dirige un'iniziativa che mira a far incontrare valori e conoscenze, stimolando la sperimentazione e la partecipazione civile.
In occasione del centenario della scomparsa di Antoni Gaudí, l'architetto modernista catalano, la studiosa Chiara Curti presenta due nuove pubblicazioni che offrono prospettive originali sulla vita e l'opera di Gaudí. I suoi lavori, 'Il mio Gaudí' e 'Gaudí vivo', rivelano un lato meno noto dell'artista, enfatizzando la sua dimensione relazionale e la profonda connessione tra la sua fede e la sua architettura, allontanandosi dall'immagine del genio solitario.
Le città odierne affrontano la sfida di ridurre le emissioni di CO₂, con il settore edilizio come protagonista. L'edilizia verde emerge come soluzione strategica, offrendo molteplici vantaggi: diminuisce il consumo energetico, migliora la qualità dell'aria, genera benefici economici con la creazione di nuovi posti di lavoro, e potenzia la qualità della vita cittadina. Rappresenta una via fondamentale per costruire metropoli più sane, eque e durature.
L'articolo esplora l'evoluzione del rapporto tra architettura e natura, passando da un approccio di dominio e controllo, esemplificato dalla Reggia di Versailles e dal Crystal Palace, a una crescente integrazione e collaborazione. Si analizzano come i simboli architettonici riflettano i valori di ogni epoca, dalla cupola rinascimentale all'albero contemporaneo, evidenziando il cambiamento di prospettiva verso la sostenibilità e la coesistenza con l'ambiente.
A Sydney, l'architetto Nick Kent ha progettato la sua casa-studio come un manifesto di trasparenza e semplicità. L'edificio, stretto e profondo, si integra con la lussureggiante flora locale e combina materiali industriali con un design sofisticato per creare spazi fluidi e luminosi, promuovendo un'abitazione che è al contempo luogo di vita e di lavoro, in armonia con l'ambiente circostante.
Rodrigo Ohtake ha ideato una scala rivoluzionaria per un appartamento brasiliano. Questo elemento d'arredo multifunzionale, oltre a collegare due piani, integra una libreria a piramide e una scrivania, incarnando una visione poetica e pratica dell'architettura. L'opera si distingue per la sua capacità di ottimizzare lo spazio e arricchire l'ambiente con un design scultoreo e innovativo.
Nella pittoresca costa ligure, un'abitazione modernista degli anni Cinquanta, opera dell'architetto Mario Galvagni, è stata riportata al suo splendore originale. L'intervento dello studio milanese ATOMAA, guidato da Samantha Furlotti e Filippo Faletti, ha saputo recuperare l'identità autentica della struttura, rimuovendo le modifiche successive e valorizzando il dialogo tra l'architettura e il paesaggio circostante. Un esempio brillante di come il restauro possa rispettare la storia senza rinunciare a un approccio contemporaneo.
La 21ᆰ edizione dell'Architecture Student Contest di Saint-Gobain si │ conclusa a Belgrado, vedendo il team sudafricano vincere con il progetto "Ceding the Sava". Il Politecnico di Milano si │ distinto nella Top 10 mondiale con "Living Link". Il concorso ha sfidato studenti da 34 Paesi a riqualificare un'area lungo il fiume Sava, trasformando un'ex fabbrica di cemento e il Circolo Accademico di Yachting in un hub sostenibile per sport e tempo libero.
Nel cuore di Londra, un ex magazzino vittoriano rinasce come Salt Salon Borough, un salone da parrucchiere che trascende la sua funzione tradizionale. Progettato da Unknown Works, questo spazio innovativo integra il suono come elemento architettonico fondamentale, trasformando l'hairstyling in un'esperienza sociale e culturale dinamica, dove materiali riciclati e performance acustiche creano un ambiente unico e coinvolgente.
Il progetto "Cabanon" di Beatriz Ramo e Bernd Upmeyer a Rotterdam, un micro-appartamento di soli 6,89 mq, ha vinto l'Architectenweb Awards 2024 per l'Interior Design. Questo ingegnoso spazio integra tutte le funzioni abitative creando un puzzle tridimensionale, dimostrando come si possa vivere pienamente anche in metrature ridotte.
Il nuovo Grand Opera House di Shanghai, progettato da Snøhetta, si presenta come un'architettura innovativa che fonde spettacolo, spazi pubblici e vita urbana. Con una superficie di quasi 147.000 metri quadrati e tre sale per un totale di 4.200 posti, l'edificio è concepito come un luogo aperto alla città, invitando i cittadini a viverlo quotidianamente, anche senza un biglietto. La sua struttura richiama il dinamismo del fiume Huangpu e lo spirito di Shanghai, promuovendo movimento, appartenenza ed esperienza.
Nato negli Anni '60 per descrivere le evoluzioni di alcuni quartieri londinesi, il termine 'gentrificazione' identifica un fenomeno urbano ormai globale. Questo articolo esplora il suo significato, le sue manifestazioni e le conseguenze che produce sulle metropoli e sui loro abitanti, analizzando come aree precedentemente sottovalutate attraggano nuovi investitori e residenti, alterando il tessuto socio-economico.
Dopo un'ampia ristrutturazione durata quattro anni, il Museo del Design di Gand riapre, svelando una nuova ala in mattoni riciclati. Progettato dagli studi Carmody Groarke e Atama, l'intervento connette armoniosamente gli edifici storici con spazi espositivi ampliati e un ingresso innovativo, trasformando l'istituzione in un polo culturale vibrante e sostenibile, pronto ad accogliere i visitatori con un'esperienza interattiva.
La Torre di Chia, un antico castello medievale nella Tuscia viterbese, fu acquistata da Pier Paolo Pasolini nel 1970 per farne la sua dimora creativa. Un luogo di ispirazione e lavoro per lo scrittore, oggi è al centro di una controversia legale sulla sua proprietà collettiva, che ne mette in discussione il futuro e il suo ruolo di simbolo culturale.
Dal 13 al 31 ottobre, la storica Maison La Roche di Le Corbusier a Parigi accoglie "High and Dry", una mostra dell'artista franco-tedesca Katinka Bock. L'esposizione, promossa in concomitanza con Art Basel Paris, presenta un'affascinante selezione di fotografie e sculture che si fondono armoniosamente con l'iconica architettura, esplorando temi di natura, nuove espressioni artistiche e la riscoperta della memoria. È la prima volta che un'artista scultrice realizza un progetto site-specific in questo celebre edificio, offrendo una prospettiva unica sulla relazione tra arte e spazio.